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L’importo lavori: chiave di volta per asseverazioni Superbonus #adessonews

Come evidenziato in questo articolo, i professionisti che nel proprio ambito di competenza si sono accinti all’applicazione del Superbonus 110%, si sono adoperati a stipulare una polizza assicurativa aggiuntiva alla convenzionale RC professionale, legata esclusivamente all’attività di asseverazione. Il Superbonus 110% è disciplinato dal decreto n. 34/2020, anche detto “Decreto rilancio”.

La stipula della polizza legata all’asseverazione deve essere resa ai sensi dell’art. 119 del decreto n. 34/2020 (come modificato dall’ art. 2 del decreto-legge n. 13 del 25 febbraio 2022).

Si prospettano tre scenari:

  • Polizza di assicurazione della responsabilità civile per ogni intervento comportante attestazioni o asseverazioni, con massimale pari agli importi dell’intervento oggetto delle predette attestazioni o asseverazioni.
  • Polizza assicurativa per danni derivanti da attività professionale ai sensi dell’articolo 5 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 agosto 2012, n. 137, purché questa:
    1. non preveda esclusioni relative ad attività di asseverazione;
    2. preveda un massimale non inferiore a 500.000 euro, specifico per il rischio di asseverazione di cui al presente comma, da integrare a cura del professionista ove si renda necessario;
    3. garantisca, se in operatività di claims made, un’ultrattività pari ad almeno cinque anni in caso di cessazione di attività e una retroattività pari anch’essa ad almeno cinque anni a garanzia di asseverazioni effettuate negli anni precedenti.
  • Polizza dedicata alle specifiche attività con un massimale adeguato al numero delle attestazioni o asseverazioni rilasciate e agli importi degli interventi oggetto delle predette attestazioni o asseverazioni e, comunque, non inferiore a 500.000 euro, senza interferenze con la polizza di responsabilità civile di cui alla lettera a).

L’importo lavori rappresenta quindi la chiave di volta circa il premio della polizza. Le soluzioni di polizza sono diverse e di fatto l’attività di asseverazione è già un’attività storica nell’inquadramento professionale, basti pensare all’emissione del Certificato di Regolare Esecuzione emesso a conclusione dell’esecuzione di un’opera. Il legislatore ha voluto specificatamente tutelare il Committente per un’attività legata ad un incentivo fiscale estremamente appetibile, chiedendo un addendum al tecnico asseveratore.

L’importo lavori

L’importo lavori, sia la natura dell’intervento energetica o antisismica, costituisce l’elemento cardine dell’asseverazione. In qualsiasi tipologia di intervento ammesso dal Superbonus 110% il professionista deve misurarsi con dei massimali di spesa definiti nel decreto n. 34/2020 e s.m.i., nonché nei relativi allegati. Superati i massimali il Committente deve provvedere al conguaglio dell’eccedenza.

Con il Decreto legge 157/2021, detto “Antifrodi”, l’importo lavori e la verifica di congruità, sono diventati elementi essenziali di controllo anche per gli altri bonus edilizi (Circolare 16E del 29 novembre 2021, § 1.2).

L’articolo 1, comma 1, lett. b), del Decreto anti-frodi ha esteso l’obbligatorietà del visto di conformità e dell’asseverazione (rectius attestazione) della congruità delle spese ai Bonus diversi dal Superbonus, qualora il beneficiario opti, in luogo dell’utilizzo della detrazione nella dichiarazione dei redditi, per le opzioni dello sconto in fattura o della cessione del credito

Con la pubblicazione in G.U. della legge di Bilancio 2022, Legge 30 dicembre 2021, n. 234 “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024” G.U. n. 310 del 31 dicembre 2021, l’attività di asseverazione non è richiesta se sono soddisfatti uno dei seguenti requisiti (art. 29 che modifica art. 121 del decreto rilancio convertito in legge):

  1. Attività di edilizia libera ai sensi dell’articolo 6 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 2 marzo 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 2018, o della normativa regionale.
  2. Agli interventi di importo complessivo non superiore a 10.000 euro, eseguiti sulle singole unità immobiliari o sulle parti comuni dell’edificio, fatta eccezione per gli interventi di cui all’articolo 1, comma 219, della legge 27 dicembre 2019, n. 160.

Un aspetto che non è trascurabile, come non è trascurabile la modalità di congruità delle spese validate mediante un computo metrico estimativo redatto dal Professionista coerente con i prezzari Regionali, con quelli nazionali e con opportune analisi prezzi, qualora vi siano forti discrepanze tra prezzari e mercato o non siano compiutamente definite le voci prezzo da inserire nel computo.

Un decreto del Ministro della Transizione Ecologica (Mite), firmato il 14 febbraio 2022 ma non ancora pubblicato, definisce i costi massimi specifici omnicomprensivi agevolabili, per alcune tipologie di beni, nell’ambito delle detrazioni fiscali per gli edifici: Superecobonus 110% e, nei casi di accesso alle opzioni di sconto in fattura e cessione del credito, per gli interventi di efficienza energetica ammessi all’Ecobonus “ordinario”, al bonus casa 50% e al bonus facciate.

I nuovi massimali, aumentati almeno del 20% rispetto a quelli individuati dal decreto Mise del 6 agosto 2020 in ragione del maggior costo delle materie prime e dell’inflazione, comprendono i costi di fornitura, installazione, messa in opera dei prodotti e beni, inclusa, ove applicabile, la loro dismissione, nonché dell’Iva, delle prestazioni professionali e di qualunque altra opera complementare necessaria alla messa in opera degli stessi.

I costi massimi specifici omnicomprensivi per tipologia di intervento sono elencati nell’Allegato A e si riferiscono alle seguenti tipologie di intervento:

  • interventi di riqualificazione energetica;
  • strutture opache orizzontali: isolamento coperture;
  • strutture opache orizzontali: isolamento pavimenti;
  • strutture opache verticali: isolamento pareti perimetrali;
  • sostituzione di chiusure trasparenti, comprensive di infissi;
  • installazione di sistemi di schermatura solari e/o ombreggiamenti mobili comprensivi di eventuali meccanismi di automatici di regolazione;
  • impianti di riscaldamento con caldaie ad acqua a condensazione e/o generatori di aria calda a condensazione;
  • impianti con micro-cogeneratori;
  • impianti con pompe di calore;
  • impianti con sistemi ibridi;
  • impianti con generatori di calore alimentati a biomasse combustibili;
  • impianti di produzione di acqua calda sanitaria con scaldacqua a pompa di calore;
  • installazione di tecnologie di building automation;
  • impianto fotovoltaico;
  • sistema di accumulo dell’energia elettrica;
  • infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici.

Per tutti i costi non previsti nel decreto si farà riferimento ai prezzari predisposti dalle Regioni e dalle Province autonome o ai listini delle CCIAA competenti o ai prezzari della casa editrice DEI.

Per tutti gli interventi, l’asseverazione sulla congruità della spesa deve essere redatta dal tecnico abilitato sulla base dei costi massimi specifici. Qualora i costi specifici per tipologia di intervento sostenuti siano maggiori di quelli massimi ammissibili definiti dal decreto, la detrazione è applicata entro i predetti limiti massimi.

I massimali saranno aggiornati entro il 1° febbraio 2023 e successivamente ogni anno in considerazione degli esiti del monitoraggio svolto da Enea.

Il decreto Mite reca anche modifiche all’Allegato A, punto 13 “Limiti delle agevolazioni” del decreto Mise del 6 agosto del 2020 sui requisiti tecnici per l’accesso alle detrazioni fiscali per la riqualificazione degli edifici (Ecobonus):

“Ai fini dell’asseverazione della congruità delle spese, il tecnico abilitato allega il computo metrico e assevera che siano rispettati i costi massimi specifici omnicomprensivi per tipologia di intervento di cui all’Allegato I per gli interventi di seguito indicati:

a) interventi di cui all’articolo 119, commi 1 e 2, del Decreto Rilancio;

b) interventi che ai sensi dell’Allegato prevedono l’asseverazione del tecnico abilitato;

c) interventi di efficienza energetica di cui all’articolo 14 del decreto-legge n. 63 del 2013, diversi da quelli di cui alla lettera b), che optano per le opzioni di cui all’articolo 121 del decreto Rilancio.

Per tutti gli altri interventi “l’ammontare massimo delle detrazioni fiscali o della spesa massima ammissibile è calcolato esclusivamente sulla base dei costi massimi specifici omnicomprensivi per tipologia di intervento di cui all’Allegato I”.

Qualora le verifiche effettuate evidenzino che i costi specifici omnicomprensivi per tipologia di intervento sostenuti sono maggiori di quelli massimi ammissibili definiti dal presente decreto, la detrazione è applicata entro i predetti limiti massimi.

Per gli interventi diversi da quelli di cui all’Allegato I, gli oneri per le prestazioni professionali ammessi a detrazione non possono essere superiori a quelli di cui al decreto del Ministro della giustizia del 17 giugno 2016.

Con una Faq dell’Agenzia delle Entrate pubblicata il 28 gennaio 2022, i prezzari DEI rientrano tra i prezzari riconosciuti per le asseverazioni dei bonus edilizi: “ai fini dell’attestazione della congruità delle spese, per tutti gli interventi ammessi alle agevolazioni, in attesa della emanazione dei decreti attuativi previsti dal comma 13-bis dell’articolo 119, è possibile utilizzare non solo i prezzari predisposti dalle regioni e dalle province autonome, i listini ufficiali o delle locali camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura ovvero, in difetto, i prezzi correnti di mercato in base al luogo di effettuazione degli interventi, ma anche i prezzari individuati nel citato decreto MISE del 6 agosto 2020“.

Dall’importo lavori dipendono diversi aspetti:

  • La parcella professionale (voce che deve essere inserita nell’asseverazione progettuale).
  • La parcella professionale legata alla prestazione di asseverazione.
  • Il premio assicurativo legato all’attività di asseverazione.
  • Gli stati di avanzamento lavori e le relative asseverazioni rese dal direttore lavori.

Intervenire sull’esistente rappresenta un’incognita per quanto il progetto sia studiato ed indagato mediante studi di fattibilità e saggi. È lecito che nel corso dell’esecuzione delle opere subentrino delle varianti in corso d’opera, sostanziali o meno, ma che incidono ovviamente sull’importo lavori.

Altro aspetto non trascurabile sono le tempistiche di esecuzione che si scontrano con i tempi di fornitura e di produzione, gli stessi che possono far propendere per delle varianti in corso d’opera.

Art. 119 comma 13 bis

L’asseverazione di cui al comma 13, lettere a) e b), del presente articolo è rilasciata al termine dei lavori o per ogni stato di avanzamento dei lavori sulla base delle condizioni e nei limiti di cui all’articolo 121.  L’asseverazione rilasciata dal tecnico abilitato attesta i requisiti tecnici sulla base del progetto e dell’effettiva realizzazione. Ai fini dell’asseverazione della congruità delle spese, si fa riferimento ai prezzari individuati dal decreto di cui al comma 13, lettera a) (nonché ai valori massimi stabiliti, per talune categorie di beni, con decreto del Ministro della transizione ecologica)). Nelle more dell’adozione ((dei predetti decreti)), la congruità delle spese è determinata facendo riferimento ai prezzi riportati nei prezzari predisposti dalle regioni e dalle province autonome, ai listini ufficiali o ai listini delle locali camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura ovvero, in difetto, ai prezzi correnti di mercato in base al luogo di effettuazione degli interventi.

La variante in corso d’opera

La natura di una variante può essere sostanziale o meno (art. 94 –bis, D..P.R. 380/01 s.m.i.) ma rappresenta comunque una revisione dell’importo lavori da parte sia del progettista sia del direttore lavori, implicando un aggiornamento dell’asseverazione in quanto tale documento rappresenta il tracciato evolutivo della realizzazione dell’opera, che si chiude con il collaudo ed asseverazione della stessa. L’importo lavori si traduce quindi in un aggiornamento e/o revisione dei seguenti documenti:

  1. Aggiornamento della pratica edilizia.
  2. Aggiornamento del deposito strutturale.
  3. Revisione del computo metrico estimativo.
  4. Aggiornamento del contratto con l’impresa appaltatrice.
  5. Verifica di congruità delle nuove forniture in ingresso in cantiere.
  6. Aggiornamento dell’asseverazione di progetto con conseguente indicazione del nuovo importo lavori.
  7. Verifica di corrispondenza tra l’importo lavori e la polizza assicurativa stipulata prima della variante sostanziale o meno.
  8. Ri-taratura eventuale delle prestazioni professionali.

Il caso della demolizione ricostruzione

Un altro intervento contemplato dall’incentivo Superbonus 110% è il caso della demolizione e ricostruzione, per cui è tassativa la prestazionalità del fabbricato dal punto di vista sia energetico sia sismico. Rientrano in questo ambito anche gli edifici privi di certificazione energetica perché sprovvisti di copertura, di uno o più muri perimetrali o di entrambi, purché al termine degli interventi raggiungano una classe energetica in fascia A. Può essere prevista la modifica della sagoma e del sedime, ma di fatto anche in questo caso il punto di partenza amministrativo, incentivante e non solo è l’importo lavori da cui il Committente sceglie se partire o meno, facendo i conti con i tempi esecutivi (prorogati per due o più unità immobiliari al 2023  e per tutto il 2022 per unifamiliari se raggiunto al 30/06/2022 il 30% importo lavori) e con un mercato incerto. L’incertezza va di pari passo con l’asseverazione resa dal professionista, in base ad un computo allineato a prezzari che sono talvolta distanti dalla bolla speculativa instauratasi.

La ripartenza dell’edilizia parte dalla pianificazione ragionata data dalla certezza degli strumenti, che di fatto certi non sono.

Le specifiche condizioni fin qui esposte, evidenziano come, soprattutto in riferimento all’attività di asseverazione, tecnici e specialisti si trovino spesso esposti a diversi rischi significativi prima, durante e dopo lo svolgimento dei lavori. Marsh, grazie al suo team di esperti e a un know-how focalizzato su polizze e prodotti assicurativi pensati per rispondere alle esigenze dei diversi ordini professionali, distribuisce soluzioni assicurative su misura, come la Responsabilità Civile Professionale dell’Asseveratore e la Tutela Legale.

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Il settore edilizio è caratterizzato da molteplici variabili di rischio che influiscono su sicurezza, tempistiche, completamento dei progetti e redditività.

La polizza Responsabilità Civile Professionale dell’Asseveratore intermediata da Marsh si rivolge al professionista abilitato secondo la norma, al rilascio di asseverazioni ai sensi del D.L. 34/2020.

L’Assicuratore si obbliga a tenere indenne l`Assicurato per tutti i Danni derivanti da qualsiasi Richiesta di risarcimento avanzata per qualsiasi Errore professionale commesso dall’Assicurato nell’espletamento dell’attività di asseverazione ai sensi dell’art. 119, commi 13 e 14, e dell’art. 121, comma 1-ter, lettera b) del D.L. n. 34 del 19 maggio 2020.

La polizza di tutela legale prevede il rimborso delle spese legali per diritti e onorari dell’avvocato e/o perito CTU e/o CTP liberamente scelti e per spese di soccombenza relativamente a DIFESA PENALE e opposizioni avverso sanzioni amministrative.

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