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Mps e il nuovo piano industriale: aumento del capitale da 2,5 miliardi e 4mila uscite #adessonews


Con il nuovo piano “esprimeremo quel valore che è rimasto silente per troppo tempo” ha detto l’ad Lovaglio – Il Mef si impegna a sottoscrivere l’aumento di capitale, prevista la chiusura di 150 filiali

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Mps prova a ripartire con un nuovo piano industriale al 2026 fondato su tre assi: un aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro, 4mila uscite volontarie e una nuova veste di banca commerciale “clear and simple”. Il progetto prevede inoltre il tanto atteso ritorno al dividendo nel 2025 e le fusioni per incorporazione delle controllate Mps Capital Services, Mps Leasing & Factoring e Mps Consorzio Operativo che “produrranno significative sinergie in termini di costi e ricavi incrementali” e contribuiranno a semplificare la struttura del gruppo.

Il nuovo aumento di capitale da 2,5 miliardi di Mps 

Un utile di un miliardo nel 2024 e il ritorno al dividendo dall’anno successivo sono due degli obiettivi del nuovo piano industriale del Monte dei Paschi che varerà un aumento di capitale da 2,5 miliardi in autunno. Il Mef, primo azionista della banca con una quota del 65% del capitale, si è impegnato a sottoscrivere la sua parte di aumento (in cifre, 1,6 miliardi di euro) e si è reso disponibile a “supportare le iniziative sul capitale che la Banca assumerà per il rafforzamento patrimoniale nel quadro del Piano Strategico 2022-2026, per la quota di propria competenza a condizioni di mercato e nel quadro delle prescrizioni che dovessero essere stabilite dalle Autorità di vigilanza e di controllo”.

Per portare avanti il progetto di ricapitalizzazione, il cda di Mps ha già sottoscritto un pre-accordo con un pool di banche allo scopo di creare un consorzio di garanzia. Si tratta di BofA, Citigroup, Credit Suisse e di Mediobanca che agiranno in qualità di Joint Global Coordinators.

Secondo quanto previsto, a seguito dell’aumento di capitale il Monte dei Paschi avrà un ratio patrimoniale Cet1 fully loaded del 14,2% al 2024 e del 15,4% al 2026, con “significativi buffer rispetto ai requisiti regolamentari”, nonostante i “regulatory headwinds” attesi, ossia i fardelli che arriveranno dall’Autorità di vigilanza e in ipotesi di distribuzione di dividendi dal 2025 (pay-out ratio del 30% sui risultati 2025-2026). 

Mps: 4000 uscite, 150 filiali chiuse

Mps conferma circa 4.000 uscite volontarie attraverso il ricorso al fondo di solidarietà grazie alle quali si produrrà un risparmio dei costi di 270 milioni su base annua a partire dal 2023, a fronte di costi di ristrutturazione pari a circa 800 milioni. Stabilita inoltre la chiusura di 150 filiali: 100 entro il 2024 e altre 50 nell’arco del piano con un numero complessivo che scenderà a 1.218. 

Gli obiettivi del piano industriale: torna il dividendo

Il nuovo piano industriale prevede di generare un utile ante imposte di 705 milioni di euro nel 2024 e di 909 milioni nel 2026. Il rapporto tra costi e ricavi scenderà dal 71% del 2021 al 60% nel 2024 e al 57% nel 2026, anche grazie al contributo delle uscite volontarie. Sul fronte della solidità patrimoniale la banca potrà esibire un Cet1 ratio del 14,2% e del 15,4% nel 2026. 

Parlando di crediti deteriorati, invece, l’obiettivo è quello di  ridurre ulteriormente lo stock di 1,3 miliardi (dagli attuali 4,1 miliardi a 2,8 miliardi nel 2026), di cui 800 milioni di cessioni attualmente in corso e il cui completamento è previsto nel secondo semestre 2022. Di conseguenza il il ratio dei deteriorati netti (net npe ratio) è atteso ridursi dal 2,6% del 2021 all’1,9% nel 2024 all’1,4% nel 2026.

In virtù dei nuovi fondamentali la banca intende finalmente tornare al dividendo. La cedola sarà pagata sugli utili del 2025 ed è stato stabilito un pay ratio pari al 30%:

“Metteremo la banca nelle condizioni migliori per esprimere quel valore che è rimasto per troppo tempo silente a causa delle legacy del passato. Di riflesso, potremo diventare più attraenti per gli investitori”, commenta Luigi Lovaglio, ad di Mps. 

“Oggi si apre un nuovo capitolo per la nostra Banca, che ritornerà su una traiettoria di sviluppo e riconquisterà un solido livello di capitale, mantenendo la propria autentica identità e raccogliendo gli insegnamenti della sua lunga storia. Il nuovo Piano si fonda su un modello di sviluppo sostenibile per accompagnare la crescita delle diverse realtà locali nei territori in cui operiamo”, ha aggiunto la presidente, Patrizia Grieco.

Le altre mosse: la valorizzazione della banca online e il via libera della UE

Mps potenzierà l’offerta di prodotti di finanziamento per le famiglie, in particolare per quanto riguarda il credito al consumo e mutui. Previsti inoltre il potenziamento delle partnership in corso con Anima e Axa, rispettivamente nel wealth management e nella bancassurance, e la valorizzazione della banca online Widiba per la quale sono previsti investimenti per oltre 30 milioni. Stabilito infine il rafforzamento della strategia digitale tramite un ulteriore potenziamento dei prodotti e dell’offerta internet e mobile banking. 

Per quanto riguarda la raccolta la banca ha annunciato 12 miliardi di nuove emissioni in arco piano e riduzione del ricorso a funding da banche centrali.

Mps fa infine sapere che potrebbe non tardare il via libera della Ue al piano, atteso “prossimamente secondo quanto riferito dal Mef”.

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